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Iperammortamento 2026 dopo il Decreto Fiscale: eliminato il vincolo UE sui beni agevolabili

La disciplina del nuovo Iperammortamento 2026 è stata recentemente modificata dal Decreto Fiscale 2026 (art. 7, DL n. 38/2026), che ha introdotto una rilevante semplificazione per le imprese: è stato eliminato, con effetto retroattivo dal 1° gennaio 2026, il vincolo che richiedeva che i beni fossero prodotti nell’Unione Europea o nei Paesi SEE.
La modifica amplia notevolmente il numero dei beni agevolabili e rende la misura particolarmente interessante per PMI, imprese manifatturiere e imprese individuali con elevata imposizione fiscale.

La nuova agevolazione sostituisce i precedenti crediti d’imposta “Industria 4.0” e “Transizione 5.0” e consente una maggiorazione fiscale del costo dei beni tecnologici acquistati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.

Le principali novità del Decreto Fiscale 2026

Eliminato il vincolo UE/SEE sui beni

La novità più importante introdotta dal DL Fiscale riguarda l’eliminazione del requisito territoriale relativo alla produzione dei beni.

Nella versione originaria della Legge di Bilancio 2026, erano agevolabili soltanto i beni:

  • prodotti nell’Unione Europea
  • oppure nei Paesi aderenti allo SEE.

Il Decreto Fiscale ha eliminato integralmente tale limitazione con efficacia retroattiva dal 1° gennaio 2026.

Effetti pratici per le imprese

Da ora risultano agevolabili anche:

  • macchinari prodotti extra-UE
  • software sviluppati fuori dallo SEE
  • infrastrutture IT e AI di produttori internazionali
  • hardware industriale importato da Paesi extraeuropei.

La modifica risolve inoltre le forti criticità operative che riguardavano:

  • la tracciabilità del luogo di produzione
  • la qualificazione dei software e beni immateriali
  • la documentazione richiesta per dimostrare l’origine del bene.

Come funziona il nuovo Iperammortamento

Maggiorazione fiscale “a scaglioni”

L’agevolazione consiste in una maggiorazione del costo fiscalmente deducibile del bene.

Le aliquote previste sono:

InvestimentoMaggiorazione
fino a € 2,5 milioni180%
da € 2,5 a € 10 milioni100%
da € 10 a € 20 milioni50%
oltre € 20 milioninessuna maggiorazione

In pratica:

  • aumenta il costo fiscalmente ammortizzabile
  • aumenta la quota deducibile annualmente
  • diminuisce il reddito imponibile IRES/IRPEF.

Quali beni rientrano nell’agevolazione

Beni materiali e software 4.0

Restano agevolabili:

  • macchinari interconnessi
  • impianti automatizzati
  • robot industriali
  • software Industria 4.0
  • sistemi MES e SCADA
  • logistica automatizzata
  • sistemi di controllo qualità.

Nuove tecnologie agevolate

La nuova disciplina amplia notevolmente i beni incentivabili includendo:

  • AI generativa
  • sistemi di intelligenza artificiale industriale
  • cybersecurity OT/IT
  • edge computing
  • digital twin
  • HPC e server AI
  • piattaforme MLOps
  • manutenzione predittiva
  • process mining
  • cloud industriale
  • sistemi EMS energetici.

Energia e impianti fotovoltaici

Sono agevolabili anche:

  • impianti per autoproduzione di energia
  • sistemi di accumulo
  • fotovoltaico destinato all’autoconsumo.

Le nuove procedure operative

Agevolazione non automatica

A differenza del vecchio iperammortamento:

  • il beneficio non è automatico
  • sarà necessaria una procedura telematica tramite GSE.

Le comunicazioni previste

Secondo le bozze operative del MIMIT, saranno richieste tre comunicazioni:

ComunicazioneContenuto
Preventivainvestimenti programmati
Confermaacconto almeno pari al 20%
Completamentoconclusione investimento

Aspetti operativi da monitorare

Attenzione all’interconnessione

Il beneficio decorre soltanto dal momento in cui il bene risulta:

  • effettivamente interconnesso
  • integrato nel sistema aziendale.

Quindi, se il macchinario viene acquistato nel 2026 ma interconnesso nel 2027, l’iperammortamento slitta al 2027.

Sostituzione dei beni

In caso di cessione del bene:

  • il beneficio continua se il bene viene sostituito
  • il nuovo bene deve avere caratteristiche analoghe o superiori
  • occorre documentare l’interconnessione e l’investimento sostitutivo.

Cumulo con altri contributi

L’iperammortamento resta cumulabile con altri incentivi:

  • ma la base agevolabile deve essere ridotta dei contributi ricevuti.

Conclusioni operative

Il nuovo Iperammortamento 2026 rappresenta oggi uno dei principali strumenti fiscali per sostenere:

  • investimenti industriali
  • digitalizzazione
  • intelligenza artificiale
  • automazione
  • efficientamento energetico.

L’eliminazione del vincolo UE/SEE introdotta dal Decreto Fiscale amplia in modo significativo la platea dei beni agevolabili e rende la misura molto più utilizzabile dalle imprese.

Per sfruttare correttamente il beneficio sarà fondamentale:

  • pianificare gli investimenti
  • verificare l’interconnessione
  • predisporre adeguata documentazione tecnica
  • monitorare la procedura GSE
  • coordinare l’agevolazione con eventuali altri contributi.

Lo Studio resta a disposizione per:

  • verifica preventiva dei beni agevolabili
  • simulazioni di convenienza fiscale
  • analisi cumulabilità con altri incentivi.

Il presente articolo è aggiornato alla data di pubblicazione e le informazioni sopra riportate potrebbero quindi essere variate per effetto di disposizioni successive.

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